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Produzione e disponibilità di grano duro

Dopo anni di convegni, riunioni e incontri a tutti i livelli, finalmente si è passati – speriamo per davvero – dalle tante parole ai fatti.

Sono queste le parole che l ‘autore scrive nel suo articolo apparso sul sito ilnuovoagricoltore  riferendosi all’incontro tra AIDEPI (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane), Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, CIA, Confagricoltura, Copagri e ITALMOPA (Associazione Industriali Mugnai d’Italia) e avente  come risultato la firma di un protocollo di intesa per aumentare la disponibilità di grano duro, incentivando la produzione sostenibile e sostenendo chi produce con qualità il grano.

Ecco di seguito sempre dall’articolo i punti dell’intesa firmata che interesserà circa 3 milioni di associati che gravitano nel settore agricolo, 1,1 milioni di imprese agricole e 5 mila cooperative agroalimentari distribuite su tutto il territorio nazionale. Sono numeri importanti naturalmente e se e dico se prenderà davvero il verso giusto potrebbe dare una svolta alla produzione di grano duro ed  a tutti gli agricoltori ormai sconfortati e fortemente penalizzati dai prezzi troppo bassi.

La filiera grano-pasta si è seduta intorno a un tavolo per definire un percorso operativo di medio periodo che si basa sui seguenti interventi concreti:

  • Incrementare la disponibilità di grano duro nazionale di qualità e prodotto in modo sostenibile per venire incontro alle esigenze dell’industria molitoria e della pasta.
  • Incentivare e sostenere l’agricoltura virtuosa, con premi di produzione legati al raggiungimento di standard qualitativi del grano e alle caratteristiche del territorio di produzione. Con questa strada, già intrapresa da diversi protagonisti della filiera, si garantisce ai pastai un grano adeguato e agli agricoltori un reddito certo, commisurato all’impegno profuso e alle specifiche condizioni ambientali e climatiche, garantendo al contempo una protezione dalle fluttuazioni del mercato.
  • Concentrare progressivamente l’offerta di grano duro e censire i centri di stoccaggio idonei alla conservazione del grano duro di qualità.
  • Stimolare formazione, ricerca e innovazione nella filiera italiana grano-semola-pasta. Nel protocollo sono inoltre previsti corsi di formazione e aggiornamento professionale per agricoltori e operatori di settore e strumenti informatici per promuovere l’adozione di pratiche agricole più sostenibili.
  • Promuovere e difendere in maniera coesa un’immagine forte della pasta italiana, garantirne la sicurezza anche attraverso la tracciabilità informatica dei vari passaggi della filiera.

Solo il grano migliore, il più buono, il più sano e il più sicuro, può “diventare” attraverso abili processi industriali la pasta migliore del mondo, quella italiana. Con il protocollo, tutte le componenti della filiera si impegnano anche a raccontare in modo trasparente la qualità della pasta italiana, a livello nazionale e internazionale, e a fare chiarezza su sicurezza e affidabilità di tutta la pasta.

per chi volesse approfondire la notizia ecco il link all’articolo completo di Roberto Bartolino

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